Parco Oglio Sud

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Il territorio del Parco Oglio Sud si estende per 12.800 ettari, con ampiezza variabile, lungo l’intero corso del fiume che va dal confine con il Parco Oglio Nord, in comune di Ostiano (CR), alla confluenza con il fiume Po, nel quale l’Oglio si immette dopo un percorso di circa 70 chilometri, interessando la provincia di Cremona e Mantova. Il tratto terminale della valle fluviale, ove l’Oglio scorre con andamento meandriforme, tipico delle basse pianure alluvionali, è caratterizzato da un canale fluviale singolo, profondo e intagliato in sedimenti fini a tessitura prevalentemente sabbioso-limosa. La tipica configurazione fluviale a meandri determina le caratteristiche del paesaggio del Parco dell’Oglio Sud, i cui aspetti tipici sono riconoscibili nei seguenti elementi naturalistici:
- meandri abbandonati vicini all’alveo attivo, in cui, con il permanere della acque stagnanti, si sono formati interessanti ambiente umidi (lanche di Runate e Gerra Gavazzi, le Bine , lanche di Drizzona, lanche di S. Alberto);
- meandri abbandonati, spintisi fino ad intaccare la superficie terrazzata del livello fondamentale della pianura, che hanno originato zone umide, a loro volta bonificate con lo scavo di canali a pettine, la cosiddetta “mazzuolatura”, ed interessate in passato da scavi per la raccolta della torba (torbiere di Marcaria, torbiere di Belforte, Valli di Mosio);
- stagni di forma circolare o ellittica, frequenti nelle aree più prossime alla foce, che prendono il nome di “bodri” o “bugni”, la cui formazione si deve collegare all’azione dinamica del fiume in seguito a piene particolarmente violente (golena S. Alberto, Bocca Chiavica, Sabbioni);
- canali di bonifica con acque ferme o lentamente fluenti, in alcuni casi arginati con ampie golene che ospitano formazioni igrofile erbacee ed arbustive (canale Bogina a Commessaggio);
- formazioni boscate pioniere frequenti sulle sponde del fiume, prevalentemente composte da Salice bianco (saliceto di foce Chiese, saliceti di Calvatone, saliceto di foce Oglio), solo raramente evolute verso formazioni più stabili dominate dalla Farnia (golena S. Alberto);
- risorgive poste alla base delle scarpate di terrazzo, in cui si riscontrano associazioni vegetali igrofile con specie rare (scarpate a valle di Runate);
- zone umide di origine artificiale, dovute allo sfruttamento di materiali argillosi, occupate da specchi d’acqua che ospitano, talvolta, vegetazione acquatica e formazioni igrofile riparie di piccola estensione.

 


Informazioni:

Cod. Istat: 020031
Cod. Catast.: E922
CF e P.Iva: 00416240208

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