Il Parco nel Comune di Marcaria (itinerari)
Torbiere di Marcaria
Tra il XII e il XIII secolo la Corte di Marcaria era circondata da boschi e zone umide e tra queste era proprio la Torbiera di Marcaria, che presentava ampi tratti ancora intatti del tipico sistema torbigeno.
La torbiera è stata sfruttata per l’estrazione della torba ad uso combustibile fina dalla metà dell’ottocento. L’attività di escavazione è durata fino al primo dopoguerra e tra l’inizio del secolo e la seconda guerra mondiale è senza dubbio stata una della attività predominanti per il paese.
Attualmente il carattere di torbiera si è fortemente ridotto (per via dell’intensa attività di estrazione della torba esercitata nella prima metà del secolo scorso) nel senso che quello che si presenta al visitatore è un ambiente di acque aperte molto simile a quello di una palude, con ampi specchi d’acqua e fitti canneti bordati sulle rive da arbusti di Salice grigio.
Sito di Importanza Comunitaria (secondo la Direttiva UE 42/93 Habitat), nonché Zona Speciale di Conservazione per gli uccelli acquatici (secondo la Direttiva UE 79/409 Uccelli), la torbiera è considerata uno degli ambienti più ricchi di specie di coleotteri idroadefagi (predatori d’acqua) d’Italia.
Ma Marcaria è soprattutto nota tra gli ornitologi per l’insediamento di una garzaia di circa 330 copie di ardeidi: Airone cenerino, Airone rosso, Airone guardabuoi, Sgarza ciuffetto, Garzetta, Nitticora. Probabile inoltre la nidificazione di Moretta tabaccata, una piccola anatra inclusa dalla Comunità europea fra le specie da tutelare, strettamente legata a canneti e stagni di pianura.
La visita è consentita, lungo il percorso principale che si snoda nel cuore della riserva, solo a piedi; considerata la ridotta dimensione dell’area e l’elevata importanza avifaunistica, si raccomanda il massimo rispetto per non disturbare l’ambiente ed i suoi abitanti.
La visita è consentita lungo il percorso arginale anche in bici ed a cavallo; dall’alto si può cogliere una veduta d’insieme e osservare il volo continuo degli ardeidi, dai nidi alle vicine aree di alimentazione. L’osservatorio faunistico, situato lungo il percorso principale che attraversa la riserva, è sempre aperto e consente straordinari avvistamenti a distanza ravvicinata.